Come follow – up del nostro precedente articolo del 13 settembre scorso, possiamo confermare che il Comitato Permanente del National People’s Congress ha finalmente approvato, lo scorso 25 ottobre, la nuova Legge Cinese sulla Protezione dei Diritti dei Consumatori, che entrerà in vigore il prossimo 15 marzo 2014.

La nuova legge regolamenterà diversi aspetti relativi ai rapporti tra consumatori ed operatori economici, tra cui:

1) Equità e buona fede

Il punto principale su cui si concentrano diversi emendamenti riguarda il permettere al consumatore di effettuare le proprie scelte una volta in possesso di un numero di informazioni sufficiente e, soprattutto, di informazioni corrette: per questa ragione la nuova legge sottolinea l’importanza ed il dovere da parte degli operatori “nella gestione delle vendite di beni o di servizi ai consumatori, di fornire informazioni veritiere e complete relativamente alla qualità, alle prestazioni, all’uso, alla data di scadenza, ed altre informazioni relative a detti beni o servizi”. Inoltre, gli operatori avranno l’obbligo “di etichettare chiaramente” i propri prodotto e di “non fornire informazioni fasulle o fuorvianti”.

2) Vendite per via telematica

E’ da diversi anni che in Cina si assiste ad un bero e proprio boom delle vendite online. Una delle ragioni è che siti internet quali Taobao, 360buy et similia forniscono ai propri clienti gli stessi prodotti disponibili nei negozi “reali” a prezzi più acessibili, e senza la “perdita di tempo” che inevitabilmente avviene nello shopping tradizionale. Tuttavia il rivescio della medaglia è che spesso gli stessi clienti ricevano beni o non simili a quelli che in effetti ritenevano di aver acquistato (anche poichè, spesso, le descrizioni contenute nei “negozi virtuali” non corrispondevano alla realtà dei fatti) o che, semplicemente, una volta visto il prodotto “dal vivo”, tale prodotto non incontrava lo stesso livello di gradimento che aveva in fotografia.

La nuova legge pertanto si concentra su questi aspetti, ed ha instituito il diritto a favore del consumatore di restituire i beni ai vendtori anche in assenza di difetti: pertanto, dal prossimo 15 marzo 2014, i consumatori in Cina potranno restituire ai venditori tutti quei beni acquistati per via telematica e/o telefonica che, una volta consegnati, semplicemente non piacciono. Le uniche condizioni sono che la restituzione dovrà avvenire entro 7 giorni dal momento del ricevimento dei beni, e che le spese di restituzione sono a carico del consumatore. Vi sono però alcune tipologie di beni che sono state escluse, per ovvie ragioni, dalla previsione di cui sopra, e che comprendono bendi deperibili (quali cibarie) giornali e riviste, giochi online e software scaricati nei dispositivi elettronici del cliente.

Un altro problema connesso alle vendite online era quello relativo alla protezione delle informazioni personali dei consumatori: la nuova legge contiene pertanto delle previsioni tese non solo alla corretta conservazione dei dati riservati dei clienti, ma anche ala non divulgazione di detti dati a parti terze senza l’autorizzazione degli effettivi titolari. Fino ad oggi infatti è un fatto comune che operatori vendano le informazioni ricevute dai clienti (quali indirizzi, numeri di telefono, recapiti di posta elettronica, ecc.) a parti terze che li utilizzeranno per attività promozionali (spesso contattando l’ignaro consumatore per proporre eventuali polizze, crte di credito, ecc.). Sicuramente la nuova disciplina non cancellerà questa fastidiosa prassi (che, purtroppo, è diffusissima in Cina), ma, si spera, potrà almeno limitarne la portata!

Infine, un ulteriore passo in avanti per la protezione dei consumatori è dato anche dalla nuova disciplina sulla responsabilità dei gestori delle piattaforme di commercio online. Contrariamente alla legislazione in vigore fino ad oggi, detti gestori avranno l’obbligo di richiedere ai propri utenti informazioni identificative (quali copie di documenti comprovanti la reale esistenza di una società, indirizzo della sede legale della stessa, ecc.) in assenza delle quali i gestori saranno responsabili in solido e in via indipendente in caso di violazioni da parte degli operatori che usufruiscono della piattaforma online. Stesso livello di responsabilità è attribuita ai gestori di dette piattaforme qualora, pur sapendo che un operatore iscritto a detta piattaforma compie attività in violazione della legge (e, specificatamente, venda prodotto dannosi o pericolosi, o promuova detti prodotti con pubblicità ingannevole), permette a detto operatore di continuare la propria attività commerciale. Tali clausole aumenteranno sicuramente le chances per i consumatori di ottenere rimborsi, poichè mentre molti operatori finora erano difficilmente rintracciabili (spesso si trattava di persone fisiche che al momento dell’iscrizione alla piattaforma online fornivano informazioni non veritiere), sicuramente i gestori delle piattaforme più famose sono società dotate di notevole liquiità e facilmente rintracciabili da parte dei consumatori.

3) Conseguenze per violazioni

Per ultimo, possiamo qui evidenziare come la nuova legge ponga a carico degli operatori che agiscono in violazione della stessa e contro gli interessi dei consumatori sanzioni che variano dal rimborso delle spese sostenute dai consumatori stessi, al risarcimenti di eventuali danni, a sanzioni amministrative e persino al pagamento di danni punitivi.

Riteniamo che questa nuova legge rappresenti un deciso miglioramento rispetto alla versione del 1994 e pensiamo che, qualora venga applicata correttamente dalle autorità cinesi, possa rappresentare sicuramente un buon strumento per la salvaguardia dei diritti dei consumatori.

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