Come riportato dalla Reuters, la Banca Centrale Europea e la Banca del Popolo Cinese hanno siglato un currency swap agreement per un valore pari a 350 miliardi di Chinese Yuan. L’accordo avrà l’effetto di incrementare la liquidità in Chinese Yuan nell’area europea, e di rafforzare l’utilizzo della valuta cinese nel commercio internazionale: infatti le società europee con transazioni in valuta cinese potranno rivolgersi alla Banca Centrale Europea per ottenere la necessaria liquidità. Anche se al momento non sono stati rilasciati i dettagli tecnici, Mr. Josh Noble, del Financial Times, ritiene che la Banca Centrale Europea potrebbe applicare un piccolo mark – up al tasso ufficiale di conversione tra Chinese Yuan ed Euro. L’accordo è anche vantaggioso per la Cina, poichè permette a questo Paese di diversificare ulteriormente le proprie riserve valutarie.

Quest’ultimo accordo conferma la volontà della Cina di internazionalizzare la propria valuta, la Banca Centrale Cinese ha al momento siglato accordi di scambio valutario con oltre 21 tra Nazioni ed Aree regionali nel mondo, tra cui Indonesia (100 miliardi di Chinese Yuan), Islanda (3,5 miliardi di Chinese Yuan, rinnovato poi lo scorso 30 Settembre), Albania (2 miliardi di Chinese Yuan), Australia (200 miliardi di Chinese Yuan), Nuova Zelanda (25 miliardi di Chinese Yuan), Malesia (80 miliardi di Chinese Yuan), Sud Corea (360 miliardi di Chinese Yuan), Hong Kong (400 miliardi di Chinese Yuan), Brasile (30 miliardi di Chinese Yuan) e Regno Unito (200 miliardi di Chinese Yuan), e, come confermati  il Chinese Yuan è al momento l’ottava valuta più scambiata al mondo, con una quota di mercato dell’1,5% che gli ha permesso di superare la Corona Svedese, il Won Sud Coreano ed il Rublo Russo.

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