Il 4 gennaio è entrato in vigore il nuovo Trattato contro la Doppia Imposizione e l’Evasione Fiscale, che sostituisce il vecchio Trattato stipulato tra i due Paesi nel 1985. Questo nuovo Trattato è modellato in via prevalente sugli standard OECD del 2008, ed è pertanto in linea con i trattati contro la doppia imposizione che vengono stipulati in anni recenti.

Vi sono tuttavia delle novità rispetto agli standard internazionali: in particolare è qui da notare come, per esempio, una previsione di questo nuovo trattato (tratta dalla U.N. Model Convention del 2011) estenda alla fattispecie della fornitura di servizi (compresi i servizi di consulenza) la definizione di “stabile organizzazione”, a condizione che tali servizi siano resi da personale appositamente assunto o nominato da società per attività che si svolgano (in relazione ad un progetto o a più progetti) nell’arco di 183 giorni in dodici mesi.

Infine, detto Trattato prevede un capitolo specifico sulla lotta all’evasione mediante lo scambio di informazioni tra gli Stati contraenti. E’ qui da notare come il Trattato preveda che “in nessun caso le previsioni contenute nell’art. 3 [i.e. limitazioni allo scambio di informazioni relative p.es. a segreti industriali, commerciali, professionali etc. N.D.R] devono essere interpretate come un permesso per uno Stato Contraente di rifiutare informazioni possedute da una banca o da altri istituti finanziari su richiesta dell’altro Stato Contraente”.

Monitoreremo pertanto se la Cina stipulerà altri trattati similari a quello sopra analizzato: al momento segnaliamo solamente il trattato contro la doppia imposizione e la lotta all’evasione stipulato con l’Olanda lo scorso maggio 2013.

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