Che succede quando una società a capitale straniero (FIE) ha bisogno di fondi addizionali? Le alternative sono sostanzialmente due: un aumento di capitale oppure la richiesta di prestiti.

In Cina entrambe le alternative sono soggette a pre-autorizzazione e supervisione da parte delle locali autorità (ed in particolare dal SAFE, la State Administration of Foreign Exchange): dal 13 maggio 2013 sono entrate in vigore le Operational Guidelines for the Registration of Foreign Debt (le “Guidelines”), con lo scopo dichiarato di chiarire alcuni aspetti relativi ai prestiti dall’estero verso FIE, e per semplificare alcuni elementi procedurali ivi connessi: in questo articolo ci concentreremo solamente su alcuni degli aspetti principali di tali Guidelines.

Anche prima dell’entrata in vigore delle Guidelines, leggi e regolamenti cinesi limitavano la possibilità per le FIE di ottenere prestiti per un ammontare proporzionale al capitale sociale della FIE stessa. Per semplificare, qualora si prenda in esame lo statuto e la business license di una FIE si noterà una discrepanza tra quanto previsto come capitale sociale e la somma riportata come ammontare totale dell’investimento: tale discrepanza corrisponde in generale a quanto una FIE potrà legittimamente ottenere come prestito.

Le Guidelines hanno confermato tale vincolo, ma hanno finalmente chiarito alcuni aspetto complementari ad esso collegato: nello specifico, è adesso chiaro come un investitore straniero, al fine di poter ottenere l’approvazione ad un prestito dall’estero, dovrà aver contribuito almeno una parte del capitale sociale della FIE. Inoltre, l’ammontare di prestito dall’estero che potrà essere richiesto sarà proporzionale al capitale sociale che il socio straniero avrà effettivamente contribuito alla FIE al momento della richiesta di approvazione del prestito stesso. Tali previsioni modificano la prassi precedentemente posta in essere dalle autorità cinesi le quali, nel silenzio della legge, concedevano approvazioni a prestiti anche in caso di contribuzione di capitale dal socio cinese della FIE, e che, nel computo dell’ammontare del prestito, consideravano il totale del capitale sociale, senza riguardo all’effettiva contribuzione dello stesso al momento della richiesta.

Come anticipato, le Guidelines presentano anche aspetti di semplificazione della procedura amministrative relative ai prestiti dall’estero: per esempio, nel caso di un prestito ottenuto da persone fisiche o da persone giuridiche che non siano banche, una FIE potrà aprire un conto corrente bancario apposito, convertire il prestito in Chinese Yuan, e restituire il prestito e gli interessi senza pre-approvazioni da parte del SAFE, e semplicemente gestendo tutte le procedure direttamente con la banca. Detti emendamenti dovrebbero pertanto aiutare le FIE nella gestione dei finanziamenti eliminando alcune delle lungaggini burocratiche che spesso hanno scoraggiato tante società dal chiedere prestiti dall’estero.

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