Il 1 settembre 2013 è entrata in vigore in Cina la nuova legge sulle scuole private, che ha abrogato la precedente regolamentazione del 1997, e che fissa sia i requisiti principali di potenziali investitori nel settore dell’educazione, sia le modalità in base alle quali una scuola privata deve essere gestita. E’ tuttavia qui da evidenziare che, come spesso accade in Cina, la legge nazionale coesista con regolamentazioni e politiche locali che possono rivelarsi anche molto difformi da città a città, e che possono imporre limiti anche più stringenti di quelli previsti dalla legge nazionale.

In ogni caso, è comunque utile presentare e riassumere qui di seguito il contenuto di questa nuova legge nazionale.

Pare che, in Cina, scuole private possano essere costituite sia da persone fisiche che da persone giuridiche cinesi. La scuola privata avrà status assimilabile a quello delle scuole pubbliche e caratteristiche paragonabili a quelle di una persona giuridica: anch’esse dovranno dotarsi di un organismo decisionale (un consiglio di amministrazione o un collegio scolastico), un preside (con poteri paragonabili ad un direttore generale) ed insegnanti. Dal momento dell’accoglimento della richiesta di costituzione, l’investitore avrà un periodo di 3 anni al massimo per ottemperare ad eventuali obblighi di legge e per completare i lavori funzionali a rendere operativa la scuola (come, per esempio, l’eventuale costruzione degli edifici scolastici e il completamento dell’organico) al fine di poter poi richiedere l’emissione del certificato di costituzione. Una volta ottenuto detto certificato, e durante le normali operazioni, le scuole private dovranno non solo ottemperare alle normative ed alle linee guida fissate per le scuole pubbliche, ma anche rispettare i principi contabili e la legislazione fiscale cinese.

Oltre a norme sulla costituzione e sull’organizzazione interna delle scuole private, la nuova normativa contiene due previsioni che riteniamo possano essere di particolare interesse a potenziali investitori: 1) le scuole private, oltre agli obbiettivi accademici e di sviluppo sociale è anche un centro di profitti, ed un investitore, previo soddisfacimento dei requisiti di legge, avrà diritto a ricevere utili; e, 2) le scuole private potranno ricevere incentivi fiscali.

Infine, la legge fissa le procedure per la liquidazione di scuole private, e le eventuali sanzioni in caso di violazioni, che variano da sanzioni pecuniarie, alla revoca della licenza ad operare la scuola, a sanzioni penali a seconda della natura e della gravita dell’infrazione.

Per riassumere, per investire in scuole private da parte di soggetti stranieri sarà necessario prima costituire una persona giuridica cinese, che a sua volta potrà reinvestire in una scuola ottenendo dalle autorità locali i relativi certificati di approvazione. Proprio per questo motivo, prima di attuare l’investimento, suggeriamo un attento confronto con le autorità locali in modo da chiarire eventuali requisiti e restrizioni.

Un metodo di investimento alternativo potrebbe essere rappresentato dall’instaurazione di un rapporto di collaborazione con un istituto scolastico privato già esistente, e teso a creare un dipartimento all’interno dello stesso. Tale rapporto dovrà essere regolato da un rapporto contrattuale tra l’investitore e l’istituto scolastico e, proprio per la natura di tale rapporto, il testo del contratto dovrà essere attentamente redatto, in modo da minimizzare eventuali problemi tra le parti

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