Con l’approvazione della nuova “PRC Entry and Exit Administrative Law” e del relativo regolamento di applicazione, entrati entrambi in vigore il 1 settembre 2013, la Cina ha emendato e, in alcuni casi chiarito, la precedente disciplina dell’ingresso e della permanenza di Stranieri nel proprio territorio.

Una delle principali novità riguarda l’incremento delle categorie di visti che possono essere emessi: infatti, prima anteriormente all’entrata in vigore della nuova legge, un cittadino straniero poteva ottenere solamente 8 categorie di visti ordinari, che possono essere sommariamente elencati come segue:

(i) Visto “D” (residenza permanente), (ii) Visto “Z” (lavoro), (iii) Visto “X” (studentesco), (iv) Visto “F” (Affari), (v) Visto “L” (Turistico), (vi) Visto “G” (Transito), (vii) Visto “C” (per i membri di equipaggio di mezzi commerciali aerei/terrestri/marittimi), e (viii) Visto “J” (per giornalisti).

A detti visti la nuova legge ha poi non solo aggiunto altre 4 tipologie, quali il Visto “M”, “Q”, “R”, e “S”, ma ha anche parzialmente rimodulato e meglio specificato l’applicabilità di parte delle categorie di visti sopra elencate. Nel dettaglio, la categoria che più ha visto ridimensionata la propria funzione, è quella del Visto F, che prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina era utilizzato per tutte le visite di affari in Cina a scopo commerciale e non, e che, dal 1 settembre 2013, ha visto ridurre la sua funzione solamente a visite di affari con carattere non commerciale (come, per esempio, per incontri conoscitivi con nuovi partners, o a scopo di mantenere e/o rafforzare relazioni di affari con partners già esistenti).

Dall’entrata in vigore della nuova legge, il nuovo Visto M ha invece la funzione di permettere l’ingresso in Cina a tutti quegli stranieri che intendono svolgere attività commerciali. Per l’emissione di entrambi i visti sarà in ogni caso richiesta, tra l’altro, una lettera di invito del partner cinese.

La categoria del Visto Z non ha subito sostanziali variazioni, e continua ad applicarsi a soggetti stranieri che lavorano in Cina. Tuttavia, mentre in precedenza i familiari di detti soggetti stranieri avrebbero anch’essi dovuto richiedere l’emissione di un Visto Z al fine di visitare il proprio familiare, con la nuova legge si potrà invece richiedere l’emissione di un Visto S. Il Visto S si applica anche a quei familiari di soggetti stranieri che risiedono in Cina per motivi di studio.

Qualora invece uno straniero intenda visitare parenti prossimi i sposi di nazionalità cinese, potrà fare richiesta per l’ottenimento di un Visto Q: per l’ottenimento di questo visto sarà necessario, tra l’altro, la presentazione della prova del rapporto di parentela con il cittadino cinese, e una lettera di invito del cittadino cinese stesso a favore del cittadino straniero.

Ma la vera novità della nuova legge riguarda la creazione della tipologia di visto “R”: tale visto verrà emesso a favore di stranieri in possesso di elevata professionalità e qualifiche in campi considerati strategici per lo sviluppo della Cina, e la cui immigrazione nel Paese è incoraggiata dalle autorità. Le creazione di tale tipologia di visto è perfettamente in linea con la strategia del governo cinese di attrarre talenti stranieri in Cina al fine di favorire ed incrementare lo sviluppo del Paese.

Un altro punto cardine della nuova legge riguarda l’elencazione dei casi nei quali un visto non potrà essere emesso a favore di uno straniero, e le conseguenze per uno straniero che soggiorna in Cina senza un valido visto o svolgendo attività che non sono permesse un base al visto in possesso (come, per esempio, lo svolgere attività lavorative soggiornando in Cina con un visto studentesco), o addirittura svolgendo un’attività lavorativa differente rispetto a quella per la quale il visto di lavoro è stato a sua volta emesso.

Sicuramente questa legge ha chiarito molti aspetti che la precedente disciplina in materia di immigrazione non copriva o, in ogni caso, regolamentava in maniera vaga o lacunosa. Restano tuttavia ancora alcuni aspetti non del tutto chiari, come, per esempio, la classificazione delle attività di stage e il visto che, per lo svolgimento di dette attività dovrà essere richiesto, e, pertanto, si dovrà monitorare l’orientamento delle competenti autorità cinesi nell’applicazione della legge verificare come tali aspetti verranno affrontati.

Leave a reply