Il primo ottobre 2013 entrerà in vigore la nuova legge cinese sul turismo, con lo scopo dichiarato di proteggere da un lato gli interessi sia dei turisti che dei tour operators, e dall’altro di fornire ad entrambi ben definite regole di condotta.

La legge ha posto particolare enfasi sul comportamento dei turisti durante i loro viaggi, che include il mantenimento di una condotta civile e rispettosa dell’ambiente, oltre ovviamente al rispetto delle leggi nazionali e dei regolamenti locali. Oltre a ciò, e come anticipato, la legge intende anche salvaguardare i diritti di detti turisti: per esempio, vi sono clausole che prevedono il diritto ad essere indennizzati in caso di violazioni da parte dei tour operators, di ricevere assistenza e supporto dai tour operator in caso di pericolo per i propri beni, e un elenco di casi in cui i turisti possono recedere dal contratto con i tour operator ottenendo totale o parziale restituzione dei compensi versati.

Una buona parte della legge è dedicata alle agenzie di viaggi: la nuova legge infatti ribadisce i requisiti necessari per ottenere la licenza ad esercitare attività nel campo turistico, e stabilisce le modalità per la promozione dei pacchetti turistici: per esempio, una clausola specifica pone il divieto di promuovere pacchetti turistici a prezzi molto bassi mediante l’inclusione in tale pacchetto di “visite” obbligatorie a negozi: sino ad oggi è infatti prassi comune che tour operators cinesi “consegnino” i propri clienti a ben determinati negozi i quali, come contropartita, offrono compensi a detti tour operators come “ringraziamento” per il servizio reso. Vi sono poi previsioni sulla modalità di rivendita dei biglietti per le varie attrazioni turistiche, sull’assunzione delle guide, e sul trattamento dei dati confidenziali dei clienti.

La legge prevede che la prestazione del tour operator dovrà essere regolata da un apposito contratto scritto che dovrà contenere, tra l’altro, non solo i dati principali delle parti, ma anche una dettagliata descrizione dei servizi che verranno offerti, dell’itinerario, dei metodi di pagamento e delle spese, del metodo di risoluzione delle controversie, etc.

Infine, sono state poste sanzioni a carico delle società che violano i propri obblighi nello svolgimento delle proprie funzioni, oppure che operino in assenza di licenza. Tali sanzioni variano da una mera multa, al sequestro di un ammontare che può essere pari a cinque volte la somma di eventuali guadagni illegittimi del tour operator, fino alla revoca della licenza ad operare.

In breve, questa legge rappresenta sicuramente un buon primo passo nella regolamentazione dell’attività in campo turistico, e un buon accenno di “codice etico” per un comportamento responsabile dei turisti. Tuttavia non possiamo qui nascondere come da un lato la legge appaia, in alcuni punti, ancora troppo generica nella sua formulazione, e dall’altro come la violazione di alcune sue norme (come, per esempio, alcune delle norme sul comportamento dei turisti) non comportino sanzioni, vanificandone potenzialmente l’efficacia. Speriamo dunque che tali ambiguità ed omissioni possano essere superate da eventuali regolamenti applicativi futuri.

1 Comments

Leave a reply