Il 18 Luglio 2013 la State Administration for Foreign Exchange ha emesso una Circolare sulla gestione della conversione di valuta relativa alle transazioni non commerciali sui conti correnti ordinari (Circolare 30) tesa a semplificare la procedura di conversione di valuta nelle transazioni internazionali. La Circolare è entrata in vigore il 1 settembre 2013.

In passato, ogni conversione di valuta per transazioni di valore superiore ai 50.000 Dollari Americani doveva essere pre approvata dal SAFE prima di poter essere effettuata dalla banca. Con questa nuova circolare, invece tutte le transazioni non relative al trading elencate nella Circolare (quali, per esempio, i compensi per servizi, per il trasferimento di tecnologie, gli interessi, le royalties, i dividendi, le spese per gli uffici di rappresentanza, ecc.) effettuate da conti correnti ordinari (cioè non dal conto corrente capitale) non richiederanno la pre approvazione del SAFE.

Ciò ovviamente non significa che il SAFE abbia allentato i controlli sul flusso di valuta da/verso l’estero: infatti, in generale, per ogni transazione al di sopra di 50.000 Dollari Americani detta autorità richiede ancora la presentazione di documenti comprovanti l’effettiva esistenza della transazione, in modo da evitare che le parti di un contratto si limitino ad importare/esportare valuta. Tuttavia è qui da evidenziare come il numero di documenti richiesti per la verifica dell’esistenza della transazione si sia ridotto, semplificando nei fatti la procedura. Inoltre, al fine di evitare che una società effettui diversi pagamenti per la stessa transazione, ognuno al di sotto di 50,000 Dollari Americani, al fine di evitare l’obbligo di presentazione di documenti comprovanti la transazione stessa, la Circolare 30 ha inserito sanzioni molto severe (fino al 30% dell’ammontare trasferito/da trasferirsi e, nei casi più gravi, anche al di sopra di detto 30%) che coprono proprio questa fattispecie.

Infine, la Circolare 30 prevede che, previo soddisfacimento di certi requisiti, una società cinese (sia essa a capitale cinese o straniero) possa utilizzare conti correnti offshore per ricevere pagamenti di transazioni non di trading dai propri partners esteri.

E’ qui da evidenziare come il SAFE manterrà un costante controllo sul flusso di valuta della società al fine di evidenziare anomalie: in tal caso, potrebbero scattare indagini e richieste di spiegazioni, con presentazione di documenti comprovanti le relative transazioni.

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