La National Health and Family Planning Commission, una nuova autorità creata dalla fusione, nel marzo del 2013, tra il Ministero della Sanità e la National Population and Family Planning Commission ha approvato un nuovo regolamento denominato “Measures for Safety Review of New Food Materials”. Questo regolamento entrerà in vigore il 1 ottobre 2013 e abolirà la precedente regolamentazione del 2007.

La novità principale del nuovo testo normativo riguarda l’obbligo di confidenzialità che vincolerà l’autorità competente nei confronti dei richiedenti: tutte le informazioni sottoposte all’autorità approvativa non potranno essere rivelate a parti terze e rese in ogni caso pubbliche; tali previsioni dovrebbero in teoria salvaguardare tutti i richiedenti dal veder le proprie informazioni sulla ricerca di nuovi prodotti alimentari (che generalmente comporta un ingente investimento di tempo e di capitali, e che proprio per questo raramente sfocia in richieste di brevetti, che invece prevedono la pubblicizzazione integrale delle informazioni) rivelate ai propri concorrenti.

In aggiunta, altre clausole definiscono il significato di “nuovi alimenti”, che in generale include piante, animali, microorganismi e derivati, prodotti alimentari con struttura modificata, prodotti alimentari appena sviluppati che non sono stati utilizzati in Cina durante i precedenti 30 anni e che non appartengono alla farmacopea cinese, e modificano la procedura per ottenere l’approvazione a produrre, importare e commercializzare i nuovi alimenti.

In breve, ogni richiedente dovrà sottoporre all’autorità approvativa un rapporto contenente i metodi di produzione e lo status sulla sicurezza dei nuovi alimenti (i quali, per esempio, non dovranno contenere tossine, causare malattie acute, semi acute o croniche, contenere sostanze dannose, e dovranno contenere tutti quegli attributi degli alimenti “normali” e essere in conformità con gli standard nutrizionali), le etichette che verranno utilizzate, ecc. Verrà dunque creato un collegio di esperti che esaminerà la documentazione presentata, potrà effettuare ispezioni on site e potrà effettuare indagini supplementari domandando al richiedente la presentazione di ulteriore documenti. Verrà poi richiesto al pubblico di esprimere commenti sul nuovo alimento sotto esame. Qualora la richiesta venga approvata, verrà infine emesso un annuncio pubblico: tuttavia nel caso studi ulteriori rivelino problemi relativi al nuovo prodotto alimentare, tale approvazione potrà essere revocata.

E’ qui da evidenziare come un richiedente che ometta informazioni importanti o che presenti dati non veritieri potrà venire interdetto dalla ripresentazione di richiesta di approvazione per il nuovo prodotto alimentare in questione per un anno.

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